EVENTI IN PROGRAMMA

6 GENNAIO – 5 FEBBRAIO 2023 AVELLINO

EX CINEMA ELISEO – CORSO EUROPA / AVELLINO
INGRESSO 5 EURO.
DAL MARTEDì ALLA DOMENICA: 10.00 – 12.00 E 16.00 – 20.00

LA MOSTRA

La mostra, curata da Raffaele de Felice, racconta la rivoluzione del genio di Pittsburgh attraverso un percorso espositivo di oltre 50 opere che andranno ad inserirsi all’interno del percorso dell’Ex Cinema Eliseo, creando un intreccio concettuale con uno delle fonti primarie d’ispirazione dell’artista americano: il cinema.

“Con Andy Warhol: an American Artist, afferma il Sindaco di Avellino e Assessore alla Cultura Gianluca Festa “puntiamo ad incrementare l’offerta culturale di Avellino, presentando una grande mostra nel periodo natalizio e celebrando un movimento artistico attuale come la Pop Art attraverso le opere dell’artista Pop per eccellenza: Andy Warhol. Un obiettivo che sentiamo particolarmente nostro, volto a valorizzare il territorio di Avellino ed il turismo ad esso correlato. Inoltre allestire questa importante mostra dalle fattezze internazionali presso l’ex Cinema Eliseo rappresenta per la cultura cittadina un plus, uno stimolo ulteriore a vivere l’arte in ambienti da valorizzare. La nostra certezza è che l’arte sia un patrimonio collettivo su cui investire, sicuri che possa offrire lo spunto, soprattutto per le nuove generazioni, per aprire più vasti orizzonti.”

Andy Warhol: an american artist vuole essere un omaggio ad uno dei più importanti artisti del Novecento”, prosegue il Vice Sindaco e Assessore al Turismo dott.ssa Laura Nargi, “un’occasione per dar vita ad un’opportunità di fruizione dell’arte irripetibile nello spazio e nel tempo. Attraverso l’esposizione di opere celebri come Campbell’s Soup e Marilyn Monroe ritroviamo l’espressione della nostra stessa contemporaneità interpretata da Andy Warhol e dalla Pop Art. Avellino è pronta, con questa mostra, ad aprirsi all’arte internazionale offrendo un percorso culturale di eccezionale attrattività per tutti.”

“Andy Warhol” racconta il curatore della mostra Raffaele De Felice “fu l’artista determinante per la rinascita artistica della seconda metà del Novecento: cambiò il concetto stesso di arte sovvertendo l’estetica di un’intera generazione. Attraverso l’esposizione, tra le altre, delle celebri opere dedicate a Marilyn Monroe, Mao Zedong, Hans Christian Andersen, i Dollari, Campbell’s Soup e Interviews racconteremo la storia intensa di un mondo fatto di comunicazione e genialità, business e consumismo nel ruolo centrale di una Factory divenuta punto catalizzatore dell’establishment artistico americano. Warhol, infatti, non rappresenta solamente la superstar del mondo dell’arte e del mercato che tutti conosciamo, ma è l’immagine di un uomo dal volto sensibile e timido che si è trasformato in uno sperimentatore dalle esplosive capacità comunicative”.

Nato il 6 Agosto 1928 a Pittsburgh da immigrati cecoslovacchi e morto il 22 febbraio 1987 a New York, Andy Warhol ha fatto della provocazione e dell’ironia il suo modus operandi, creando una vera e propria filosofia, fatta di aforismi e cortometraggi, “pronta all’uso”. Una genialità costruita attorno al concetto di un artista trasformato in una macchina di riproduzione seriale, costantemente affascinato dalla ripetizione ossessiva di un’azione, apparentemente fine a se stessa.

L’artista popular per eccellenza lavora con film, fotografie, serigrafie, grafiche, fumetti, oggetti pronti all’uso di duchampiana memoria; Warhol non si sporca più le mani alla maniera di Pollock con barattoli di colore e sgocciolamenti anzi, il tocco dell’artista è minimo, assente in molti casi, in quanto gli intenti sono essenzialmente iconici.

Le icone pop-ular trattate non appartengono unicamente alla sfera materiale della collettività, ma anche alle idee, all’immaginario collettivo e allo stereotipo: il fumetto, il dollaro, i personaggi pubblici, le opere famose e inflazionate della storia dell’arte, tutto passa attraverso il filtro warholiano che rivisita mondo e storia in chiave diversa, conferendo all’immagine una magia unica.

È in effetti riduttivo definire Andy Warhol come un semplice pittore; la scoperta della tecnica della blotted line, ossia la linea a macchie d’inchiostro su carta assorbente, fu la rivelazione che cambiò per sempre il concetto di opera originale e di copia. La sua intenzione era infatti quella di essere lui stesso a stampare/serigrafare manualmente tutti i soggetti; le piccole imperfezioni causate da una maggiore o minore pressione della mano e del filtro serigrafico donavano ad ogni soggetto una sua individuale personalità. In un’epoca in cui si producevano migliaia di Zuppe Campbell’s, allo stesso modo di una macchina industriale Warhol si trasforma in fotocopiatore di arte spersonalizzando la creazione artistica e richiamando vistosamente il concetto di ready made che, nel 1917, cambiò definitivamente il concetto di artista nel mondo delle Arti Visive.

“Il percorso di mostra” conclude Matteo Vanzan, proprietario dell’agenzia MV Eventi, “sarà composto non solo dalle opere d’arte di Andy Warhol, ma anche da quelle di alcuni dei principali protagonisti della sua epoca come Roy Lichtenstein, Robert Indiana, Joe Tilson e Robert Rauschenberg. Il nostro obiettivo è quello di raccontare l’uomo prima dell’artista, con tutte le sue nevrosi e le sue insicurezze in un corollario di aforismi che, nell’ironia della loro essenza, tracciano inequivocabilmente la personalità di Andy Warhol come entità capace di generare un microcosmo che riassume in sé il clima del anni Sessanta. Una sottocultura fatta di arte, cinema e musica che racchiude i dogmi fondanti di una nuova società di cui Warhol ha rappresentato il massimo interprete.”