ASTRID SERUGHETTI: Ricchezza. Povertà.

Astrid.Serughetti

La mostra.

Palazzo Pisani continua la sua programmazione di mostre dedicate all’Arte contemporanea presentando, dal 10 luglio al 2 agosto 2015, la mostra personale di Astrid Serughetti “Ricchezza. Povertà”. Nata a Bergamo nel 1983, matura un rapporto con l’opera e con i suoi materiali molto profondo che caratterizza, in particolare, la sperimentazione nella produzione pittorica. Ricchezza e povertà sono due condizioni che fanno parte della vita quotidiana. Rappresentano condizioni sociali, stati dell’esistenza, descrivono e sono descritti da situazioni, immagini, accadimenti. Questa mostra cerca di andare all’essenza di questi due termini, volendo rispondere ad una domanda: “è possibile dare una forma alla ricchezza e una alla povertà?”. Sono stati vagliati oggetti, loghi, fotografie, codici identificativi, ma nessuno di questi, da solo, estraniato dal suo contesto, aveva una forma abbastanza caratteristica da descrivere il termine relativo. L’illuminazione è avvenuta con l’incontro dei tessuti. Ragionare su una percezione tattile ha finalmente fornito la vera forma della ricchezza e della povertà, intesa esattamente come segno. Esistono, infatti, tessuti universalmente riconoscibili come “ricchi”, preziosi, associati alle situazioni di agiatezza economica. In essi l’elemento decorativo è riconoscibile e similare agli ornamenti dei palazzi, delle ville, delle cornici, dei gioielli. Come un rovesciamento della medaglia anche la povertà ha i suoi tessuti e i suoi motivi decorativi, molto diversi, generalmente lineari e geometrici, a volte narrativi, ma sempre estremamente riconoscibili. La mostra racconta proprio questo: la forma della ricchezza, la forma della povertà e si propone di farlo con una delicata forza, mantenendosi sul confine sottile fra due realtà vastissime.

L’artista.

Nata nel 1983 a Bergamo, dove vive e lavora, ha seguito una formazione tecnica per sviluppare una buona conoscenza dei materiali dell’arte. Nel 2005 è tecnico del restauro, professione che abbandona presto in favore della propria ricerca artistica. Da questa esperienza, però, matura un rapporto con l’opera e con i suoi materiali molto profondo che caratterizza, in particolare, la sperimentazione nella produzione pittorica. Se nelle installazioni si rinnova continuamente la scelta di materiali poveri e facilmente reperibili lavorati a lungo per innescare un effetto scenico essenziale, nei dipinti affiora invece una costante sperimentazione sia sui materiali che sul gesto pittorico. Appassionata di comunicazione e di simbolismo, la sua ricerca artistica si orienta negli ultimi anni attorno al concetto di “sentire”, favorendo la produzione di opere che hanno nella pluralità di percezioni sensoriali la loro caratteristica.

COME ARRIVARE