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MOSTRE PERSONALI E COLLETTIVE (selezione)

2010. “XXX: immagini dell’arte italiana del III millennio”
Sirmione in Palazzo Callas – Sirmione
2010. “Leggerezza” Galleria “Rosso Cinabro” – Roma
2010. “La corte dei Miracoli” Università di Siena
2008. “Personale” Siena

PUBBLICAZIONI E AWARDS

Finalista alla lettura portfolio del “Fabriano photo festival”

Carlo Chechi, nasce a Siena nel 1984. Dopo essersi diplomato in Biologia frequenta nel 2005/06 il Master globale di fotografia Professionale presso la John Kaverdash School di Milano dove in seguito ha lavorato come fotoritoccatore di sfilate di moda (Milano, New York, Londra, Parigi) per l’agenzia Picturesmedia.

Come nasce la tua arte?

“La mia arte nasce dalla curiosità per qualsiasi aspetto della vita e dall’osservare ciò che mi circonda come se sbirciassi nel dietro le quinte di uno spettacolo; ciò che si desta dinanzi a noi è il frutto di qualcosa di più complesso, difficile da percepire, il mio obbiettivo è catturare tramite un mezzo fotografico un’idea, impalpabile nella mente, concreta nella stampa.”

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

“La mia prima fonte di ispirazione è stata e lo è ancora in parte la natura e gli aspetti umani. Terminata la scuola di fotografia a Milano, l’ispirazione è arrivata anche dai grandi Maestri quali Irvin Penn, Robert Mapplethorpe, Robert Frank, Francesco Zizzola, Nino Migliori, i quali mi hanno fissato dei punti di riferimento solidi sul cos’è la fotografia ad alti livelli. L’arte in genere gioca comunque un ruolo fondamentale, musica e pittura le più importanti, immerso fin da piccolo tra le tele surrealiste di Giuggioli Giuliano le quali hanno contribuito alla mia visione sempre più onirica della fotografia. Allo stesso modo la musica, in particolare i Pink Floyd fanno sempre da sfondo alle mie immagini.”

Che tecniche usi e perchè?

“Ultimamente mi sono reso conto che per vedere un’idea stampata può andar bene qualsiasi mezzo che realizzi un’immagine, dal digitale alla polaroid alla scansione di pellicole. La polaroid manipolata è una tecnica molto creativa che mi ha permesso di rompere gli schemi anche in altre tecniche, scoperta tramite Antonio Manta e Nino Migliori.
A questo punto della mia crescita mi piace poter sperimentare senza limiti nuove tecniche grazie anche alle possibilità della stampa e procedimenti fine art.”

Quali sono le tematiche più importanti del tuo percorso artistico?

“Le tematiche del mio percorso sono state molte, dalla fotografia naturalistica al reportage, ma senza dubbio adesso sono gli stati psicologici che le immagini interpretano o vogliono suscitare. La mia idea è di non creare un binario obbligato tramite un titolo, se posso, ma di lasciare libera interpretazione all’osservatore.”