Mostra personale di Christian Fogarolli presso le sale espositive della Credivento.

Nato a Trento nel 1983. Vive e lavora a Sopramonte (TN). Laureato in Scienze dei Beni Culturali nel 2007 presso l’Università degli Studi di Trento si trasferisce a Verona nel 2009, dove conclude l’anno seguente il Master Dentro l’immagine: studio, diagnostica e restauro su dipinti antichi, moderni e contemporanei. Nel 2011 ottiene la laurea specialistica in Storia e conservazione del patrimonio storico-artistico presso l’Università degli Studi di Trento. Dal 2008 ha intrapreso un percorso artistico in ambito pittorico esponendo in Italia e all’estero.

Oggetto privilegiato della ricerca di Christian Fogarolli è l’essere umano, come singolo individuo e come membro del corpo sociale e del tessuto storico. L’evidente complessità della tematica affrontata lo ha portato nel tempo ad articolare la sua produzione entro delle sezioni, utili per sviluppare più precise riflessioni.

Fogarolli concentra le sue riflessioni in una totalizzante analisi della dimensione dell’identità. Le nobili pose e le altrettanto sontuose vesti dei personaggi ritratti rivelano l’appartenenza dei suoi soggetti ad un preciso quanto indeterminato passato. Passato che rivive idealmente negli interventi del pittore sulle opere: le colature di materia pittorica e stucco riflettono fisicamente e metaforicamente ciò che il Tempo provoca sull’individuo. I tratti somatici collassano progressivamente, sino a impedire una decifrazione dell’identità dei soggetti, segregata definitivamente nell’eternità. La precarietà dell’essere umano si rende evidente nella fragilità che gli stessi nobiluomini rivelano miseramente di fronte a forze di entità maggiore; l’identità, già corrosa dalle alterne vicende umane, vacilla pericolosamente confrontandosi con il peso dell’esistenza.

La sua immersione nel passato si sviluppa ulteriormente tramite l’indagine fotografica e la ricerca d’archivio. Fogarolli rintraccia in archivi dismessi, mercatini d’antiquario o dell’usato, memorie, significati, identità perdute, sottratte o talvolta vendute. Le opere trovano la loro origine in uno scatto fotografico di cui non si conosce non solo l’autore, ma molte volte nemmeno il soggetto rappresentato. Di queste anonime figure nulla rappresenta più le loro vite: i dipinti o gli interventi pittorici con pigmenti oleosi, stucchi, cenere e aggiunte grafiche sulle stesse fotografie, trasfigurano il passato in un presente e futuro diverso, a volte inquietante, ma comunque riabilitativo.