Deaf-cities

Deaf Cities racconta un viaggio, un diario di rapporti interpersonali silenziosi e complici, fatto di sguardi che si incrociano nelle stazioni ferroviarie, da ignoti viaggiatori che condividono l’esperienza della strada. Un progetto acustico che affonda le sue radici nel duro asfalto, trovando ispirazione dalla musica folk con riferimenti alla metafora dell’indie-rock, ricerca artistica sperimentale che ha saputo rinnovare il linguaggio classico di musica. Alessandro Luisetto e Paolo Montagna, entrambi vicentini, portano sul palco l’esperienza del loro vissuto, diretti, senza fronzoli né artefizi per mascherare la purezza di un accordo, di una nota che sembra fermarsi nell’immobilità del suo raccontare. Deaf Cities sono due ragazzi sempre in viaggio, che si trovano, per un momento, a bere una birra al pub per condividere anni di esperienza vissuti nell’hardcore, nel punk e nel rock raccontando le storie di libri letti ascoltando l’ipod e guardando fuori dal finestrino il mondo che velocemente scorre via nella notte. Un disco d’esordio, the infinite travelling, con sonorità che rimandano a Tony Sly, Frank Turner e Monte Montgomery.