Magnetofono

“Ci sono molte cose che rendono Il Magnetofono così affascinante. Tra queste sicuramente lo spirito di libertà, così come l’abilità di noi musicisti di realizzare delle fotografie coinvolgenti attraverso un liguaggio tutto nostro, personalizzato attraverso l’intensa vita live. Essere in grado di interpretare il nostro genere musicale, è senza dubbio il requisito di fondamentale importanza per raccontare storie diverse, temi differenti. Personalmente, dopo il mio percorso musicale, non sarei mai riuscito a scrivere un testo di musica leggera in italiano se non avessi avuto questa formazione. La spontaneità per un autore è cosa fondamentale: parlare di vita, di amore senza paura di puntare il dito, senza timore di dire cosa sarebbe giusto fare per risolvere dei problemi che pian piano ci stanno cambiando l’esistenza. La possibilità di variare registri e stili di voce mi ha permesso, con la tecnica del canto moderno, di sviluppare un percorso diverso, soggettivo. Ho voluto creare un microcosmo tutto nostro, un po’ dada…vivo. Un ready-made di emozioni quotidiane: dalla rabbia contro la società allo sguardo ammaliante di una donna che potrebbe cambiarti la vita ‘se avessi avuto d’accendere in quel bar insalubre’. Realizzare un opera musicale in questo ‘periodo storico’ non è cosa facile, ma quando un gruppo riesce ad esprimere in chiave moderna una musica tipica come quella cantautorale italiana è già un grande risultato. La possibilità di aver creato un manifesto musicale attraverso la collaborazione e la partecipazione di altri musicisti mi rende molto felice e consapevole di aver dato inizio ad un percorso artistico nuovo”. (Alan Bedin)