Cavallini-head

Artista vicentino che svolge la sua formazione presso il liceo artistico A. Modigliani di Padova, per poi concludere gli studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Da tempo si è avvicinato alla pratica della meditazione con il maestro Franco Bertossa, pratica che gli ha permesso di arrivare ad esprimersi in maniera autonoma, allontanandosi dalle esperienze fatte precedentemente in ambito scolastico. I paesaggi di Riccardo Cavallini sono, come definisce l’artista, ”un abbozzo del reale”. Nei suoi quadri cerca di ridurre al minimo i particolari arrivando a una stesura a grandi campiture del colore, dando l’idea di una foto sfocata. La ricerca dell’essenzialità della composizione pittorica fa sì che a ogni sguardo si avverta la natura come dimensione straniante, tra conosciuto e sconosciuto. Cavallini si catapulta in un universo silenzioso. La perdita d’identità dell’uomo contemporaneo traspare dai suoi volti, dove dettagli importanti che tracciano la personalità dell’essere umano si perdono e rimane solo la forma del viso. Le sue figure vivono nell’anonimato, livellando le differenze. In una società dove l’apparire è tutto e diventa molto spesso più importante delle esperienze stesse, l’artista ha il coraggio di togliere alle sue figure quei connotati che le renderebbero riconoscibili sui social network. Un “quadro imprevedibile” che l’artista dipinge utilizzando i colori come se fossero entità proprie, dotate di una silenziosa singolarità. Il figurativo diventa astratto quando non si ha certezza di ciò che è reale. Dopo un iniziale impatto romantico, i suoi quadri diventano all’improvviso disorientanti.

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