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MOSTRE PERSONALI E COLLETTIVE (selezione)

2011, collettiva Soqquadro factory, galleria Metamorfosi, Reggio Emilia
2011, premio Laetitia Cerio, museo Ignazio Cerio, Capri
2011, collettiva Neart, Chiesa di Santa Maria delle Periclitanti,Napoli
2011, premio Amalfi, arsenali storici della Repubblica di Amalfi, Museo della bussola,Amalfi
2011, collettiva New Generation, galleria civica, Desenzano del Garda (Bs)

Roberto Perocco nasce ad Asolo (TV) il 14 novembre 1978. Vive e lavora fra Marostica e Padova. Influenzato da teorie materialistiche e relativiste, sviluppa la propria ricerca attorno al rapporto Uomo-Natura in bilico fra possesso e appartenenza, Filosofia e Scienza; non esprime messaggi intelligibili, ma piuttosto provoca, isola e sospende dei momenti, situazioni e fenomeni, ora oggettivandoli, ora ponendoli in equilibrio fra caos, logica, istinto, calcolo, naturalezza, artificio, ambiguità; provoca il cortocircuito attraverso informazioni contrastanti, accostamenti inusuali, giustapposizione di elementi impossibili.

 

Come nasce la tua arte?

La mia arte nasce come una “spinta” all’ autodeterminazione, una sorta di dichiarazione di esistenza che con il tempo e’ stata addomesticata. Comincia da bambino con dei disegni ostinati, grafici, su qualsiasi supporto disponibile, senza mai averne colorato uno, solo segni. A 14 anni mi iscrivo all’istituto d’arte e contemporaneamente comincio a fare dei graffiti (street art) fino a far parte di una crew underground,  attorno alla quale orbitavano skater e writer di tutto il veneto con contatti a livello nazionale.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione?

Mi sono ispirato alla cultura underground della street art come punto di partenza, all’action painting rivisitato di Shimamoto di Nitsch e Vedova per la liberta’ tecnica, all’astrattismo di Rothko, Malevic, Stella fino ad alcuni aspetti freddi e ossessivi della pop art e minimalismo.

Che tecniche usi e perchè?

Non penso di usare “una tecnica”, cerco di usare dei medium, o meglio dei mezzi, che mi permettano di raggiungere uno scopo.

Quali sono le tematiche più importanti del tuo percorso artistico?

Il tema è sempre il rapporto tra uomo e natura in termini universali, in bilico fra possesso e appartenenza, filosofia e scienza. Lavoro sempre e solo per serie, se esistesse una mia opera singola, sarebbe frutto di una sperimentazione fallita che non ha portato a nessun esito o che non ha aperto un discorso.