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Prima classificata concorso di pittura e grafica “L’uomo ed il suo tempo” Reggio Calabria. Seconda classificata “Premio Morlotti Imbersago” (LC). Finalista al Premio Morlotti Imbersago e selezionata al Premio Biella per l’Incisione quale rappresentante dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria tra le venticinque d’Italia.

Vincitrice del Premio Arte Mondadori 2006.

Tina Sgrò, con il suo indubitabile talento, s’è prepotentemente inserita in quell’area espressiva che tenta di rinnovare l’iconografia del paesaggio metropolitano, portandovi il proprio contributo personale con l’elaborazione di una originale cifra stilistica e di un particolare modo di vedere (e di rappresentare) la scena urbana.
Quelle che l’artista ci presenta sono immagini intense ottenute per tramite di un impianto disegnativo e pittorico robusto, dove la pennellata viaggia sciolta, perentoria e aggressiva e si dispone in tutte le direzioni possibili con furore ed energia.
Le prospettive privilegiano i campi lunghi, la profondità spaziale; gli edifici scorrono ai lati della composizione, sotto cieli tormentati, perdendo le nettezza dei loro contorni, come per inchiodare il fruitore su un sedile di un auto che si muove a grande velocità.
Il viaggio continua e, fra variazioni atmosferiche (vediamo pertanto le auto riflettersi sul manto stradale viscido e bagnato) e l’incalzare dell’oscurità (che ci conduce verso notturni freddi e raggelanti), siamo continuamente scaraventati entro scenari nuovi i quali, però, come in un continuo susseguirsi di cose e situazioni già viste e già vissute, hanno un che di straordinariamente noto.
I landscape di Tina riscoprono le potenti suggestioni della città, dei suoi sobborghi e delle sue tangenziali attraverso un afflato lirico, imparentato con la categoria estetica del “sublime”, che dà contenuto e pregnanza storica ai cosiddetti “non luoghi”, agli “spazi neutri” della realtà metropolitana.

Tina Sgro, with her indubitable talent, is a powerfully expressive artist that attempts to renew the iconography of the metropolitan landscape, bringing her own personal contribution to the elaboration of an original signature style and a particular way of seeing (and representing) the urban scene. The images are extremely intense and obtained by free, peremptory and aggressive brushstrokes, placed in all possible directions with fury and energy. The perspectives prefer long shots, spatial depth, all the buildings run to the sides of the composition, under tormented skies, losing the sharpness of their edges, as for nailing the viewer on a seat of a car moving at great speed. The landscape of Tina rediscovered the powerful influences of the city, its suburbs and its tangential through a lyrical inspiration, related to the aesthetic category of the “sublime”, which gives content and historical significance to so-called “non-places” of the big city.