dissolvenze_padova_museodiocesano

Palazzo Vescovile,
Piazza Duomo 12, 35141 Padova
Ingresso gratuito

Aperto dal giovedì al sabato dalle 14.00 alle 18.00 / domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00

La mostra.

Dissolvere significa attraversare la graduale scomparsa dell’immagine, sostituita altrettanto gradualmente da un’altra e rientra nella categoria delle cosiddette transizioni, ovvero le modalità di passaggio da un momento all’altro.
Dissoluzione, sia nella forma sia nel suono, è la ricerca dell’essenza che tende alla creazione di una realtà a sé stante.
Le cose cambiano un po’ quando si parla di “dis-solvere”. Il dissolvere, come avviene per la sostanza che si scioglie, distrugge, così come accade quando si distilla e il distillato è l’anima delle cose, è l’essenza che si estrae con il profumo, è la parte migliore e nobile del vino.
La dissolvenza può essere un inganno? È manipolazione dell’immagine? Ha la capacità di falsare la realtà?
L’artista ha il potere dell’immagine e può mettere in dubbio la chiarezza di ciò che rappresenta.
Ed è per questo che sono stati invitati 47 artisti nazionali e internazionali più il Poetic Hotel a raccontare, attraverso l’arte, che cosa sia per loro la dissolvenza.

“Quanto potere hanno le immagini ormai nella nostra vita? Immagini così numerose e incombenti che sopravvivono immancabilmente sfocate e quasi dissolte. Nella dissolvenza l’assenza diventa essenza, invita a riflettere e pure a fantasticare. Dissolvere per me è anche e soprattutto annullare la pretesa di esserci e insinuare il dubbio sulla necessità della nostra presenza.
Ed è per questo motivo che assieme agli altri curatori abbiamo pensato di giocare con la nostra immagine dissolta, scelta come manifesto della mostra per raccontare subito che noi saremo solo un tramite che consenta agli artisti di esprimersi e di raccontare liberamente la loro visione-versione di questo concetto”. (Enrica Feltracco)

“L’apparizione, la sparizione, la modifica graduale delle immagini diventa poi possibile con gli espedienti tecnici creati che realizzano un mutamento in continuum nel rapporto tra tempo e spazio in maniera graduale, disciolta in una nuova visione della realtà che si fa traccia ricavata dal mondo onirico e, soprattutto, dalla memoria che appare nelle condizioni più emotivamente coinvolgenti capaci di suscitare particolare condizioni viscerali e psichiche.
La memoria, come capita ai sogni, vive nella dissolvenza e si perde nella nebbia fatta di ricordi, di dubbi, di tracce passate che tendono, a volte, a sostituirsi alla rappresentazione oggettiva e reale”. (Massimiliano Sabbion)

“Il contemporaneo è un lungo viaggio nella dissolvenza, un percorso di disgregamento della forma verso l’Informe, vero momento di catarsi per coloro che che divennero artefici dell’universo concettuale. Al Museo Diocesano tutti questi artisti saranno protagonisti di un viaggio attraverso il disvelamento dell’anima, che solo la poesia dell’arte ci può regalare”. (Matteo Vanzan)

Un ringraziamento speciale a tutti gli artisti presenti in mostra:

Pierangela Allegro, Simone Berno, Manuela Bedeschi, Luca Bidoli, Greta Bisandola, Isobel Blank, Alessio Bolognesi, Gianluca Bonomo, Daniele Bozzano, Riccardo Cavallini, Pierluca Cetera, Marco Chiurato, Chiara Coltro, Giorgio Dalla Costa, Cristiano De Matteis, Marco Fabozzi, Nadia Fanelli, Tina Feingold, Alberto Fiorenzato, Laura Fortin, Daniele Fortuna, Ettore Greco, Leda Guerra, Giuseppe Inglese, Marco Lombardo, Giuliano Macca, Jacopo Mandich, Corrado Marchese, Raffaele Minotto, Alberto Miotti, Manlio Onorato, Ciro Palumbo, Barbara Pigazzi, Ioan Pilat, Davide Puma, Francesco Rampin, Marco Rea, Alessandro Rinaldi, Giordano Rizzardi, Michele Sambin, Alessandro Saturno, Silvia Scuderi, Adelisa Selimbasic, Pierantonio Tanzola, Elisabetta Vazzoler, Nicola Vinci, Marco Maria Zanin.