Eventi15

La mostra.

A cura di Carla Chiara Frigo

Il titolo “Scheggia di luce” è un’espressione tratta da un testo letterario, Viaggio al termine della notte (1932) di Louis-Ferdinand Céline, che cita “La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte” e che è in perfetta analogia con l’arte di Onorato: i suoi dipinti, infatti, dalle prime opere fino a quelle più recenti, sono una toccante testimonianza di una ricerca instancabile di apparizioni luminose che squarcino il buio della tristezza e della morte. La sua pittura si è nutrita in tutto questo tempo di moltissimi stimoli ed aggiornamenti culturali e artistici che l’intelligente sensibilità dell’artista ha saputo finemente rielaborare; pur restandone traccia feconda nel suo lavoro, non sono però immediatamente riconoscibili, proprio perché profondamente interiorizzati. Interessante quindi l’evoluzione da opere figurative all’astrazione senza mai perdere il rapporto con il mondo visibile di cui si ha quotidianamente esperienza, in particolare quello della natura. Nelle opere più recenti inusitati accostamenti di note cromatiche alzano il grado della luminosità che diviene a volte abbagliante senza però ferire l’occhio, al contrario, si presentano come una teoria di armonie incandescenti.

Manlio Onorato, nato a Castel Morrone (Caserta) nel 1951 ma residente in provincia di Vicenza sin dalla primissima infanzia, ha allestito la sua prima mostra personale nel 1973, approdando nel 1983, dopo esordi figurativi, ad una pittura aniconica il cui carattere dominante è la ricca modulazione della luce. Ha tenuto numerosissime mostre in Italia e all’estero, tra cui si annoverano le personali a Vicenza a San Giacomo nel 1984 e nel 1989, alla chiesa dei SS. Ambrogio e Bellino nel 2003 e alla galleria Moretto Arte nel 1993 e 2002, a Verona alla galleria Linea 70 nel 1984 e 1989, a Padova alla galleria La Chicciola nel 1991, a Castelfranco Veneto (TV) alla Casa di Giorgione  nel 1992, all’Arte Studio Clocchiatti di Udine nel 1997 e nel 2000, a Milano nelle gallerie A e Z nel 1992  e Scoglio di Quarto nel 2007, a Palazzo Chigi di Viterbo (a cura della galleria Miralli) nel 2008, alla Frankfurter Westend Galerie di Francoforte (Germania) nel 2008 e nel 2012, oltre che le collettive “Arie Italiane” alla galleria Polhammer di Steyr (Austria) nel ’93, “Colloqui in forma di pittura” a Palazzo Pisani di Lonigo (VI) nel ’96, “La luce oltre la forma” alla galleria civica Ai Molini di Portogruaro (VE), alle gallerie Peccolo di Livorno, Folini di Chiasso (Svizzera), Clocchiatti di Udine e al Museo Casabianca di Malo (VI) nel 2004/2005 e alla Frankfurter Westend Galerie di Francoforte (Germania) nel 2002, 2005, 2010.

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