MARILYN FOREVER: life, loves and scandals

Marilyn_Forever

SOTTOTETTO CASERMA DELL’ARTIGLIERIA
PORTA VERONA

INFORMAZIONI
La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 21.00
Ingresso 5 euro – ingresso gratuito under 14.

Tel. (+39) 3292812223 / Mail. info@mveventi.com

VISITE GUIDATE
Visite guidate su prenotazione (alla email: prenotazioni@mveventi.com) al costo di 3 euro a persona + biglietto d’ingresso (minimo 8 persone).
Visite guidate per le scuole: su prenotazione al costo di 3 euro a studente comprensivo di biglietto d’ingresso.

La mostra.

L’esposizione si sviluppa seguendo una mappa concettuale che, attraverso un percorso visivo ed emozionale, composto da opere d’arte, fotografie e clip video, ripercorre le tematiche enunciate dal titolo: vita, amori e scandali della diva più amata di Hollywood.

Norma Jeane Mortenson, nata il primo giugno 1926, conosciuta con lo pseudonimo Marilyn Monroe, è la donna fragile e al contempo forte che, con il suo incredibile fascino, ha incantato e ispirato intere generazioni. Marilyn è come la Gioconda, un mito inossidabile: Marilyn si offre a noi attraverso l’obiettivo, ci abbraccia con la sua essenza e, come d’incanto, la sua aura rimane sospesa tra l’obiettivo e lo spettatore. Come dimenticare gli scatti rubati durante le riprese diQuando la moglie è in vacanza, quando Marilyn è intenta ad abbassarsi il famoso abito bianco disegnato da William Travilla, sollevatosi dal vento creato della metropolitana mentre lei sostava sulle griglie al ciglio della strada; o la sua interpretazione ammagliante in Gli uomini preferiscono le bionde, con il celebre vestito rosa, divenuta oggetto di numerose imitazioni; e ancora la celebre citazione a Chanel n.5 ‘‘What do you wear to bed?’’ – ‘‘Chanel n.5’’, resa nota solo nell’ottobre 2012.

Quella di Marilyn non fu affatto un’esistenza rosea. Fin dall’infanzia Marilyn dovette far sempre affidamento unicamente su se stessa: il padre sconosciuto, la madre spesso ricoverata in manicomio, i continui trasferimenti dall’orfanatrofio alle famiglie affidatarie, la portarono alla costante ricerca del proprio vero padre e forse, più propriamente, di un vero nucleo familiare. Forse per questo continuo vuoto che provava, si fece coinvolgere in numerose e infelici storie d’amore: primo tra tutti, ad appena 16 anni, il matrimonio con James Dougherty; il matrimonio conflittuale con il giocatore di baseball Joe DiMaggio, il quale rimase molto legato a lei per il resto della vita; e infine l’improbabile unione con Arthur Miller, commediografo di origini ebree.
Nonostante queste esperienze traumatiche che la resero emotivamente instabile e insicura, e la portarono a farsi ricoverare più volte in cliniche psichiatriche, Marilyn imparò presto come crearsi la propria strada. Appena adolescente si fece ritrarre in quegli scatti che le diedero la giusta notorietà per approdare ad Hollywood ma, purtroppo, nemmeno nel mondo cinematografico fu sempre tutto semplice. Le prime sequenze che dovette girare le costarono un grandissimo sforzo, e le continue critiche alla sua recitazione contribuivano a farle perdere autostima. Ma, dopo una serie di insuccessi e scandali, come gli scatti compromettenti, il primo tentato suicidio, gli aborti, gli amori di convenienza e gli scandali con la famiglia Kennedy, la carriera di Marilyn prese la svolta giusta; si costellò di grandi successi e una fama che nemmeno l’attrice si sarebbe mai immaginata.

Marilyn creò un’immagine di sé stessa, una corazza, che la portò a diventare simbolo di un’intera epoca in quanto a mito e scandalo. Proprio questa sua duplice valenza nell’immaginario collettivo ha spinto molteplici artisti ad omaggiarla con le loro opere. Andy Warhol, primo fra tutti, con le sue pitture serigrafiche, ha rielaborato la diva mitizzata dai mass media, contribuendo a rendere Marilyn un’icona della società contemporanea; e Mimmo Rotella che, usando la tecnica del SeriDécollages in due diversi formati, la serie di locandine dei film strappate a mano e la serie Omaggi a Marilyn, con l’uso di manifesti pubblicitari, si avvalse di particolari fisici e dettagli del volto della diva per attrarre lo spettatore e restituire a Marilyn l’identità e l’umanità di cui l’epoca moderna e la comunicazione di massa l’hanno privata.